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Quanti tipi di stress esistono? Una guida semplice per capire cosa ti sta succedendo.

2025-11-14 16:58

Rossella Pulitanò

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Quanti tipi di stress esistono? Una guida semplice per capire cosa ti sta succedendo.

Quanti tipi di stress esistono? Eustress, distress, acuto e cronico spiegati in modo semplice

 

 

 

 

 

Quanti tipi di stress esistono? 

Una guida semplice per capire cosa ti sta succedendo.

 

 

 

 

Parliamo sempre di stress, ma in realtà non esiste un solo tipo di stress. Il nostro corpo e il nostro cervello reagiscono in modi diversi a seconda della situazione, dell’intensità e della durata. Capire che tipo di stress stiamo vivendo è il primo passo per gestirlo davvero.

 

Eustress: lo stress “buono” che ti fa crescere

È la forma di stress che ci attiva senza travolgerci.
Richard Lazarus, uno dei maggiori studiosi del coping, ci ricorda che:

“Non è l’evento in sé a determinare lo stress, ma il significato che gli attribuiamo.”
(Lazarus & Folkman, 1984)

L’eustress è quel significato positivo:

entusiasmo prima di un progetto

energia prima di un esame

adrenalina “giusta” che migliora concentrazione e motivazione

È lo stress che ti muove, non quello che ti consuma. 

 

Distress: lo stress che pesa, che “entra sotto pelle”

Quando la richiesta esterna supera le risorse interne, lo stress diventa pesante: è il distress.
Hans Selye lo descriveva come:

“la risposta negativa dell’organismo quando le richieste diventano eccessive o prolungate.”
(Selye, 1974)

Sintomi comuni:

affaticamento

irritabilità

pensieri che corrono

tensione muscolare

difficoltà di concentrazione

È lo stress che conosciamo meglio… quello che non vogliamo.

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Stress acuto: l’attivazione immediata

È lo stress “a breve termine”.
Un imprevisto, una discussione, un rumore improvviso.
Il corpo si attiva rapidamente e poi torna alla calma.

Le neuroscienze lo considerano un meccanismo adattivo:

“Lo stress acuto è funzionale e permette risposte rapide ed efficaci.”
(McEwen, 2017)

Finché resta breve, non è un problema.

Stress cronico: quando la tensione non se ne va

È la forma più rischiosa.
Succede quando lo stress diventa un compagno quotidiano: lavoro, relazioni difficili, pressione continua.

Lo stress cronico modifica persino alcune funzioni cerebrali:

“L’esposizione prolungata allo stress compromette memoria, regolazione emotiva e salute fisica.”
(McEwen & Gianaros, 2010)

È qui che diventano fondamentali prevenzione, supporto psicologico e abitudini sane.

Come riconoscerli in pratica?

Eustress → “Mi agita ma mi motiva”

Distress → “Mi pesa e mi blocca”

Stress acuto → “Mi attiva per poco, poi passa”

Stress cronico → “È sempre con me e mi stanca”

Capire la differenza significa imparare ad ascoltare il corpo invece di giudicarlo.